‘A Chiena

Ogni anno tra metà luglio e metà agosto

L’acqua che scende dal fiume diventa festa, memoria e identità collettiva.

Nel cuore dell’estate, la città di Campagna si trasforma in un fiume. È la festa de ’A Chiena, termine che nel dialetto locale significa “piena”, e che richiama l’antico fenomeno di deviazione delle acque del fiume Tenza lungo le vie del centro storico.
L’acqua scorre copiosa tra i basoli, trascinando con sé risate, secchiate e tradizioni.
La pratica, nata secoli fa per motivi igienici e idraulici, divenne nel tempo un rito collettivo: un modo per “lavare” la città e purificare simbolicamente la comunità.
Oggi la festa rappresenta l’anima stessa di Campagna, un ponte tra l’acqua che nutre e quella che ricorda. Le strade del centro, come Corso Umberto I, si riempiono di gente che partecipa alla “Passeggiata”, camminando tra l’acqua, o alle “Secchiate”, quando gli abitanti si lanciano acqua in un gioco corale che mescola devozione e gioia.
L’acqua della Chiena non è solo spettacolo: è un segno di continuità con la storia del territorio e con il rapporto ancestrale tra Campagna e le sue sorgenti, dove il fiume Tenza nasce e ritorna come simbolo di rigenerazione e festa.

Dal bisogno all’identità, la piena che purifica e unisce.

Secondo le fonti storiche, l’usanza della “piena” risale ai secoli in cui l’acqua del fiume veniva deviata manualmente attraverso canali scavati lungo le strade principali per pulirle dalla polvere e dai rifiuti. In estate l’acqua serviva anche a rinfrescare l’aria e irrigare gli orti del centro urbano.
Col passare del tempo, la funzione pratica si intrecciò con un significato più profondo: l’acqua come elemento di rinascita, solidarietà e festa condivisa. Dopo il terremoto del 1980, la comunità di Campagna riscoprì la tradizione e la trasformò in un rito civile e identitario, simbolo della capacità di rinascere e di ridare vita a una città ferita.
Le cronache locali ricordano le prime edizioni moderne come momenti di grande partecipazione: cittadini, emigrati e turisti insieme in un gesto che “lavava via” le paure del passato e celebrava la continuità della comunità campagnesa.

Ogni goccia racconta il legame tra l’uomo e la sua terra.

’A Chiena è più di un evento folcloristico: è una rappresentazione collettiva di memoria e appartenenza. L’acqua diventa linguaggio simbolico di purificazione e rinascita, elemento che unisce generazioni, paesi e storie.
Durante la festa, la città si riappropria del proprio spazio urbano e naturale: i balconi si riempiono di bandiere, le botteghe si aprono, i ragazzi corrono tra le onde del corso e i turisti imparano a riconoscere la profondità di una tradizione che è insieme sacra e laica.
Il percorso dell’acqua è tracciato con cura dal canale del Tenza, che entra nel centro attraverso un antico condotto in pietra e torna poi a scorrere verso valle. Il rito della “piena” si accompagna spesso a canti, performance e momenti di riflessione sull’acqua come bene comune — una festa che rinnova ogni anno il rapporto tra natura e cultura.
’A Chiena non è solo una tradizione di Campagna: è un simbolo universale di rinascita, un gesto d’amore che la città offre a se stessa e a chi la visita.

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