
Il Convento di San Martino sorge su uno sperone roccioso all’imbocco della valle del fiume Tenza, in località Folcata, nel territorio di Campagna (SA).
L’area fu acquistata il 30 marzo 1573 dal canonico don Giovanni Antonio Porcelli, affinché i frati Cappuccini vi edificassero un convento o un ospedale. I lavori iniziarono il 20 aprile 1575, con la prima pietra benedetta dal vescovo Mons. Girolamo Scarampi, e la consacrazione della chiesa avvenne il 3 marzo 1594.
La scelta del luogo, lungo la “Strada Ariana”, fu dettata da criteri di salubrità, esposizione solare e panoramicità, qualità che ancora oggi rendono il sito particolarmente suggestivo.
Per secoli il convento fu fulcro di vita religiosa, educativa e sociale: ospitava uno studentato, una biblioteca, celle, refettorio, chiostro e sepolcreto.
Oggi il complesso, in parte in stato di rudere, è oggetto di interventi di restauro e rappresenta un patrimonio architettonico e paesaggistico rilevante per la città di Campagna.
Il Convento di San Martino fu concepito secondo lo spirito riformato della Controriforma, che richiedeva monasteri sobri e comunità dedite alla povertà, alla preghiera e all’istruzione.
Già nel 1599 è documentato un “magistero di letteratura”, che testimonia la funzione formativa affidata ai frati.
Il complesso comprendeva, oltre alla chiesa, un giardino terrazzato, un chiostro con pozzo, celle austere, refettorio con affreschi e locali servili. Il chiostro era configurato su due piani, con un portico sul lato sud e un pozzo centrale profondo circa 10 metri.
Nel corso del XVII secolo si segnalano miracoli e prodigi legati alla comunità: ad esempio, nel 1691 è documentata l’“apparizione” di un giovane che portava rifornimenti ai frati in un periodo di scarsità alimentare.
La chiesa del convento presenta pianta rettangolare allungata, navata unica, sei cappelle laterali (tre per lato) e finestre superiori che si affacciano sui corridoi del chiostro.
Il complesso fu costruito adattandosi alla pendenza della collina: la chiesa si eleva su un livello inferiore, mentre il convento con il chiostro si trova poco più sopra, collegato da una rampa esterna alla facciata.
Il contesto naturalistico, con vista sulla valle del Tenza e sulla collina opposta, accresce il fascino del luogo.
Dopo la soppressione degli ordini religiosi e le leggi eversive del XIX secolo, il complesso fu progressivamente abbandonato.
Oggi versa in condizioni di degrado, ma recenti interventi di restauro ne valorizzano il potenziale come spazio culturale e paesaggistico.