Chiesa di Santa Maria de Jesu detta di S. Francesco e antico Convento

XVI sec.

I lavori per la Chiesa di Santa Maria de Jesu ebbero inizio nel 1492. Nel 1501, circa sessanta frati francescani, presero possesso della chiesa e del convento. Era questa la  chiesa della Municipalità de La Cava: l'Università, oltre ad averla eretta a sue spese, provvedeva alle necessità dei frati. Il sisma del 23 novembre 1980 distrusse la chiesa risparmiando solo la facciata in travertino.  Oggi l’edificio, a croce latina, è stato totalmente ricostruito dopo il terremoto e conserva ancora qualche opera autentica come l’altare maggiore del ‘500 ricco di marmi intarsiati.

Di pregevole fattura è la porta principale, costruita nel 1528 ad opera dei maestri Giovanni Marino Vitale e Marcantonio Ferrari. I battenti lignei sono incassati in un portale di tufo nero, ricco di sculture e fregi tra cui lo stemma della città. 

Sul lato destro della facciata è situata l'imponente torre campanaria: oggi è alta solo 35,80 metri, essendo crollati, nel terremoto del 1694, gli ultimi due ordini. Bellissima la Sacrestia, con volta a semibotte, decorata da numerosi affreschi, attribuiti per la maggior parte a Belisario Corenzio, che rappresentano la vita di S. Antonio e i miracoli da lui operati.

 

L’antico Convento annesso alla Chiesa, costruito nel 1500, fu sede dei parlamenti cittadini. L'edificio in base alle leggi di soppressione del 1866 fu requisito ai monaci e  incardinato nei beni della Congregazione di carità, che aveva già acquisito il Conservatorio di S. Maria del Rifugio. La Congregazione adibì il Convento ad orfanatrofio e poi educandato, conservando l’appellativo di S. Maria del Rifugio.

Nel cortile, contornato da un ampio chiostro, si nota la presenza di un pozzo le cui vere cinquecentesche sono state in parte trafugate. Di pregevole aspetto la Cappella dell'Oratorio della Congrega della SS. Concezione, affrescata nel 1600. Il soffitto rimane riccamente decorato con stucchi ed affreschi che raffigurano la vita della Vergine Maria.

Testi a cura di: Enrico De Nicola

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