
La chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio sorge nella frazione di Serradarce, sulle alture che dominano la valle del Sele, ed è oggi la chiesa parrocchiale di riferimento per l’intero abitato. Secondo la ricostruzione curata dall’associazione Città di Campagna ETS, l’edificio originario fu voluto intorno al 1850 dall’avvocato campagnese Giuseppe Cantalupo, appartenente a una nobile famiglia proprietaria di vasti terreni nella zona. Il suo intento era quello di donare agli abitanti un luogo di culto stabile, evitando loro il continuo spostamento verso il centro storico per partecipare alla Messa.
La prima chiesa, completata nel 1852, divenne in breve tempo punto di riferimento spirituale per le comunità delle «zone alte» del territorio campagnese. Nel corso dell’Ottocento l’edificio fu arricchito da nuovi ambienti e da iniziative sociali collegate: la costruzione della canonica, l’apertura di scuole di italiano, latino, musica e pianoforte e la fondazione della Confraternita dell’Immacolata Concezione contribuirono a fare di Serradarce un piccolo polo religioso e culturale in dialogo costante con Campagna.
Nel Novecento la crescita della popolazione rese necessario un ampliamento più radicale. Nel 1954 il parroco acquistò un terreno antistante con l’obiettivo di realizzare una nuova chiesa più ampia, più funzionale e adatta alle esigenze liturgiche contemporanee. Il 16 ottobre 1959 l’arcivescovo Giuseppe Maria Palatucci benedisse e pose simbolicamente la prima pietra del nuovo edificio, che fu inaugurato nel 1963, pur con alcuni spazi ancora da rifinire, e completato nel 1968 con la consacrazione dell’altare.
Le schede ufficiali del censimento CEI e dell’Annuario Cattolico descrivono oggi Santa Maria del Buon Consiglio come una chiesa parrocchiale degli anni Cinquanta, a pianta rettangolare, appartenente all’arcidiocesi di Salerno–Campagna–Acerno e inserita nel decanato Campagna–Colliano. L’attuale edificio, frutto di questa fase costruttiva, è il volto con cui la parrocchia si presenta ai fedeli e ai visitatori che raggiungono Serradarce.
La storia di Santa Maria del Buon Consiglio è legata indissolubilmente alla figura dell’avvocato Giuseppe Cantalupo. Fu lui, a metà Ottocento, a finanziare e promuovere la costruzione della chiesa nella frazione in cui possedeva estese proprietà, con l’idea di lasciare «ai posteri un sacro tempio» consegnato alla cura del vescovo dell’epoca, mons. De Luca. L’opera rispondeva tanto a un’intenzione devozionale quanto a una chiara sensibilità sociale nei confronti degli abitanti di Serradarce.
Nel 1870 proseguirono i lavori con l’edificazione della canonica, pensata non solo come residenza del sacerdote ma anche come spazio per attività educative. L’avvocato Cantalupo volle infatti che in quegli ambienti si tenessero una scuola di italiano e latino e una scuola di musica e pianoforte, affidando a frate Mariano il compito di guidare sia la vita pastorale sia queste iniziative formative.
Su impulso del frate e della famiglia Cantalupo nacque anche la Confraternita dell’Immacolata Concezione, eretta ufficialmente nel 1885 da mons. Nappi. La confraternita svolse un ruolo importante nell’animazione religiosa e sociale della frazione, facendosi promotrice, tra l’altro, della realizzazione della campana (1889) e della strada carrabile che nel 1901 collegò più agevolmente Serradarce alla chiesa. Nel 1902, infine, fu istituita la fiera di Serradarce, segno della vitalità economica e comunitaria legata al nuovo polo religioso.
Un momento decisivo si ebbe nel luglio 1924, quando l’arcivescovo Carmine Cesarano, insieme agli eredi Cantalupo, eresse ufficialmente la parrocchia dedicata a Santa Maria del Buon Consiglio. Nel 1933 l’interno della chiesa ottocentesca fu decorato dall’artista Alfonso Metallo, completando una stagione in cui edifici, confraternite e iniziative sociali avevano trasformato Serradarce in una comunità dotata di una forte identità religiosa propria.
Nel secondo dopoguerra, l’aumento della popolazione e il mutare delle esigenze pastorali resero evidente che la chiesa ottocentesca non era più sufficiente. La decisione di costruire un nuovo edificio, presa nel 1954 con l’acquisto del terreno antistante, segna il passaggio a una stagione architettonica diversa, in linea con gli sviluppi dell’edilizia sacra del XX secolo.
La nuova chiesa, progettata negli anni Cinquanta, è impostata su una pianta rettangolare e realizzata con struttura in cemento armato, secondo le soluzioni costruttive più diffuse del periodo. L’attenzione si concentra sugli spazi interni: un’aula ampia e luminosa, pensata per accogliere l’intera assemblea, con il presbiterio ben visibile e gli ambienti accessori distribuiti in modo funzionale. L’esterno, sobrio e lineare, dialoga con il profilo collinare della frazione.
Il 16 ottobre 1959 l’arcivescovo Giuseppe Maria Palatucci pose la prima pietra del nuovo edificio, dando avvio ai lavori che proseguirono per tutti gli anni successivi. Nel 1963 la chiesa fu inaugurata e aperta al culto, sebbene alcune parti risultassero ancora allo stato grezzo; nel 1968 il percorso si concluse con la consacrazione dell’altare, che sancì in modo definitivo il passaggio della comunità alla nuova sede parrocchiale.
Oggi la chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio riassume in sé entrambe le stagioni della sua storia: la memoria della prima fondazione ottocentesca, legata alla famiglia Cantalupo e alla confraternita, e la concretezza dell’edificio moderno, frutto della ricostruzione del secondo Novecento. Visitare Serradarce significa dunque incontrare una comunità che continua a riconoscersi in questo duplice patrimonio, tra tradizione e rinnovamento.