
0. I Secolo d. C.: Il contesto geografico e l’Antichità
In epoca romana, il fondovalle di Cava era un ambiente inospitale, caratterizzato da zone malsane e vegetazione selvaggia. L’unico elemento di rilievo era la Via Nucerina (denominata via Caba nel tratto vallivo), un’arteria che collegava Nuceria con il porto di Fondi. In questa zona meridionale, la strada non era rettilinea ma seguiva l’andamento di un piccolo affluente del vallone Tragustino.
1. XII e XIII Secolo: La Genesi Medievale e il “lotto gotico”
Lo sviluppo ebbe inizio grazie all’opera di bonifica e messa a coltura dei monaci della Badia di S. Alferio. Sorsero piccole costruzioni affiancate, composte da un unico ambiente voltato, destinate all’artigianato e alla vendita di prodotti per gli abitanti dei casali circostanti.
La struttura ricalcava il modello del “lotto gotico” (comune nell’Italia settentrionale, come a Padova o Bologna), dove l’edificio si prolungava nei terreni retrostanti.
Già nel 1056 la zona boscosa era nota come Scarzaventi , mentre tra il 1208 e il 1232 è documentata la presenza della famiglia Scacciavento nel distretto di Mitiliano.
2. XIV Secolo: L’Istituzione del “Borgo” e il primo piano degli edifici
Nel 1347, il Registro della Regina Giovanna definisce ufficialmente l’area come “Borgo”. Sopra le botteghe degli artigiani (ramai, scoppettieri, ecc,) iniziò a sorgere un ambiente superiore ad uso abitativo per lo stesso artigiano. Questo piano era raggiungibile tramite una singola rampa di scale, posizionata lateralmente o internamente alla bottega,
Apparvero i primi portici davanti agli ingressi, inizialmente sorretti da pali o coppie di pilastri, che col tempo formarono un asse coperto e continuo.
3. XV – La costruzione dei Palazzi
In questo periodo il Borgo divenne il cuore pulsante della città, elevata a tale rango da Papa Bonifacio IX nel 1394. Molte famiglie si trasferirono dai villaggi collinari acquistando più botteghe contigue per trasformarle in edifici unitari. I singoli pilastri isolati (denominati polieri) furono sostituiti da un portico unico più robusto, capace di sostenere i carichi del piano superiore.
4. XVI Secolo: Dalla tortuosità Medievale alla regolarità Rinascimentale
Sebbene la parte antica conservasse la tortuosità medievale, l’espansione successiva si aprì verso una strada ampia e regolare, tipica dei canoni estetici e prospettici del Rinascimento.
La decisione di costruire la Cattedrale in posizione arretrata rispetto all’asse stradale fu una diretta conseguenza di questa nuova pianificazione. Nacquero inoltre le prime osterie con portico, come quella di Jacobo Staglione, per accogliere i “forestieri”.
5. XVII Secolo: La trasformazione in Palazzi Signorili
Durante il Seicento, l’asse commerciale si trasformò definitivamente in residenza per la nobiltà e la ricca borghesia. Per permettere l’ingresso ai palazzi, una delle botteghe veniva allargata sacrificando lo spazio di quella adiacente. Venivano demoliti e spostati i “muri di spina” per ampliare il passaggio.
Sul fondo degli androni vennero realizzate scale a più rampe verso il cortile, nato dall’unificazione dei vecchi lotti dei giardini.
6. XVIII Secolo: Il completamento dei cortili
Nel XVIII secolo furono aggiunti corpi di fabbrica ortogonali nei cortili. In facciata, le finestre furono trasformate in balconi con bancali in pietra e furono rifatti gli stucchi ornamentali secondo la moda del tempo.
7. XIX – XX Secolo: Il compimento della verticalità
L’ultima fase ha definito l’aspetto spaziale contemporaneo del Borgo. Ai primi piani sono stati aggiunti i secondi piani. In molti casi, durante l’aggiunta dei nuovi livelli, i vecchi cornicioni in pietra vennero smontati e traslati verso l’alto per preservare la continuità estetica dell’edificio.
Questa analisi evidenzia come il Borgo Scacciaventi sia il risultato di una stratificazione secolare che ha trasformato una via di passaggio romana in un complesso sistema urbano porticato unico nel suo genere.